Neuropatia del nervo ulnare: sintomi, cause, diagnosi e trattamento

Pubblicato il 20 maggio 2026 alle ore 14:00

Che cos’è la neuropatia del nervo ulnare?

La neuropatia del nervo ulnare è una condizione causata dall’irritazione, compressione o sofferenza del nervo ulnare lungo il suo decorso nell’arto superiore.

Il nervo ulnare origina dal plesso brachiale, decorre lungo il braccio, passa posteriormente e medialmente al gomito, attraversa il tunnel cubitale e prosegue verso l’avambraccio, il polso e la mano. È il nervo principalmente responsabile della sensibilità del mignolo e di parte dell’anulare, oltre che del controllo di numerosi muscoli intrinseci della mano.

La sede più frequente di compressione è il gomito, dove si parla di sindrome del tunnel cubitale. Meno frequentemente, la compressione può avvenire al polso, nel canale di Guyon.

La neuropatia ulnare è considerata una delle più comuni neuropatie compressive dell’arto superiore dopo la sindrome del tunnel carpale. 

Perché il nervo ulnare si può comprimere?

Il nervo ulnare è particolarmente vulnerabile a livello del gomito perché decorre in una zona anatomica relativamente superficiale, vicino all’epitroclea, comunemente definita “osso della scossa”. In questa sede può essere irritato da compressione diretta, stiramento ripetuto o instabilità del nervo durante i movimenti di flessione ed estensione del gomito.

Le cause più frequenti includono:

  • appoggio prolungato del gomito su superfici dure;

  • mantenimento del gomito flesso per lunghi periodi, per esempio durante il sonno o l’uso del telefono;

  • lavori manuali ripetitivi;

  • sport o attività che sollecitano il gomito;

  • esiti di traumi, fratture o lussazioni del gomito;

  • artrosi o deformità del gomito;

  • ispessimenti cicatriziali;

  • cisti o masse compressive;

  • instabilità o sublussazione del nervo ulnare;

  • patologie metaboliche o sistemiche predisponenti, come diabete o neuropatie periferiche.

A livello del polso, la compressione nel canale di Guyon può essere correlata a cisti artrogene, traumi, attività ciclistica prolungata, uso di strumenti vibranti o compressioni ripetute sul lato ulnare del palmo. 

Sintomi della neuropatia del nervo ulnare

I sintomi dipendono dalla sede e dalla gravità della compressione. Nelle fasi iniziali prevalgono i disturbi sensitivi; nelle forme più avanzate possono comparire deficit motori e atrofia muscolare.

I sintomi più comuni sono:

  • formicolio al mignolo e alla metà ulnare dell’anulare;

  • intorpidimento della mano;

  • dolore nella parte interna del gomito;

  • sensazione di scossa elettrica lungo l’avambraccio;

  • peggioramento dei sintomi con il gomito flesso;

  • disturbi notturni;

  • riduzione della forza di presa;

  • difficoltà nei movimenti fini della mano;

  • perdita di destrezza;

  • tendenza a far cadere gli oggetti.

Nei casi severi possono comparire ipotrofia dei muscoli intrinseci della mano, debolezza dell’adduzione del pollice, difficoltà ad aprire e chiudere le dita, atteggiamento “ad artiglio” di anulare e mignolo

Tunnel cubitale e canale di Guyon: qual è la differenza?

La sindrome del tunnel cubitale è la compressione del nervo ulnare al gomito. È la forma più frequente. Tipicamente provoca formicolio ad anulare e mignolo, dolore mediale al gomito e peggioramento con la flessione prolungata del gomito.

La sindrome del canale di Guyon è la compressione del nervo ulnare al polso. È meno frequente e può dare sintomi prevalentemente sensitivi, motori o misti a seconda del punto di compressione. Può essere associata a cisti, traumi, attività ciclistica o compressioni ripetute sul palmo.

La distinzione tra le due forme è importante perché cambia l’inquadramento clinico, gli esami da richiedere e l’eventuale strategia terapeutica.

Come si diagnostica la neuropatia ulnare?

La diagnosi parte dalla visita ortopedica o specialistica, con valutazione clinica del gomito, del polso e della mano. Durante l’esame si analizzano sensibilità, forza, trofismo muscolare, mobilità articolare, eventuale sublussazione del nervo e test provocativi.

I test clinici più utilizzati possono includere:

  • test di Tinel al tunnel cubitale;

  • test di flessione del gomito;

  • valutazione della sensibilità di anulare e mignolo;

  • valutazione della forza dei muscoli intrinseci della mano;

  • test di Froment;

  • ricerca di ipotrofia interossea;

  • valutazione del nervo durante flesso-estensione del gomito.

Gli esami strumentali possono essere indicati per confermare la diagnosi, localizzare la sede della compressione e quantificare la gravità del danno.

Elettromiografia ed elettroneurografia

L’elettromiografia e gli studi di conduzione nervosa sono fondamentali nei casi persistenti, dubbi o candidabili a trattamento chirurgico. Questi esami permettono di confermare la neuropatia ulnare, localizzare il punto di compressione e distinguere la neuropatia ulnare da altre condizioni come radicolopatia cervicale, plessopatia brachiale o polineuropatia

In particolare, l’elettroneurografia valuta la velocità di conduzione del nervo e può evidenziare un rallentamento a livello del gomito o del polso. L’elettromiografia può invece documentare eventuale sofferenza muscolare neurogena, utile soprattutto nelle forme più avanzate.

Ecografia e risonanza magnetica

L’ecografia può essere molto utile per valutare il nervo ulnare in modo dinamico. Permette di identificare ispessimento del nervo, compressioni locali, cisti, alterazioni anatomiche o sublussazione del nervo durante il movimento.

La risonanza magnetica può essere indicata nei casi complessi, post-traumatici, recidivanti o quando si sospettano masse, alterazioni ossee, lesioni legamentose o patologie articolari associate.

Diagnosi differenziale

Non tutti i formicolii ad anulare e mignolo dipendono dal nervo ulnare al gomito. La diagnosi differenziale deve considerare:

  • radicolopatia cervicale C8-T1;

  • sindrome dello stretto toracico;

  • plessopatia brachiale;

  • neuropatia periferica diabetica;

  • compressione del nervo ulnare al polso;

  • compressione del nervo mediano;

  • patologie del gomito;

  • esiti traumatici;

  • patologie reumatologiche.

Una diagnosi corretta evita trattamenti generici e permette di impostare un percorso mirato.

Trattamento conservativo

Nelle forme lievi o moderate, soprattutto quando non sono presenti deficit motori importanti o atrofia muscolare, il trattamento iniziale è generalmente conservativo.

Le principali strategie includono:

  • evitare l’appoggio diretto del gomito;

  • evitare la flessione prolungata del gomito;

  • modificare postura lavorativa e abitudini quotidiane;

  • usare eventuale tutore notturno;

  • ridurre gesti ripetitivi o compressivi;

  • fisioterapia mirata;

  • esercizi di scorrimento neurale;

  • trattamento delle eventuali patologie associate.

Fisioterapia ed esercizi

La fisioterapia può essere utile per ridurre l’irritazione del nervo, migliorare la mobilità, correggere posture sfavorevoli e favorire il recupero funzionale.

Gli esercizi di nerve gliding o scorrimento neurale possono aiutare il nervo ulnare a muoversi più liberamente nel suo canale, ma devono essere eseguiti correttamente e senza provocare peggioramento dei sintomi. L’obiettivo non è “allungare” aggressivamente il nervo, ma favorirne lo scorrimento e ridurre l’irritazione meccanica.

È importante evitare esercizi intensi o manovre ripetute se aumentano formicolio, dolore o intorpidimento.

Quando serve la chirurgia?

Il trattamento chirurgico viene considerato quando:

  • i sintomi persistono nonostante terapia conservativa adeguata;

  • sono presenti deficit motori;

  • compare atrofia muscolare;

  • vi è perdita progressiva di forza;

  • l’elettromiografia documenta sofferenza significativa;

  • il nervo è instabile o sublussabile;

  • vi sono compressioni strutturali;

  • la qualità di vita è compromessa.

Le opzioni chirurgiche includono la decompressione semplice del tunnel cubitale, la trasposizione anteriore del nervo ulnare e, in casi selezionati, procedure ossee o ricostruttive associate. La scelta dipende dalla sede della compressione, dalla stabilità del nervo, dall’anatomia del gomito, dalla presenza di deformità o esiti traumatici e dall’esperienza del chirurgo.

Recupero dopo il trattamento

Il recupero dipende dalla gravità e dalla durata della neuropatia. Nelle forme lievi, la modifica delle abitudini e il trattamento conservativo possono portare a un miglioramento progressivo.

Nelle forme severe o croniche, soprattutto se è già presente atrofia muscolare, il recupero può essere più lento e non sempre completo. Il nervo ha tempi di rigenerazione lunghi, e la prognosi dipende molto dalla precocità della diagnosi e dal grado di danno nervoso.

Dopo chirurgia, il miglioramento del formicolio può comparire progressivamente, mentre il recupero della forza e della massa muscolare richiede più tempo. Nei casi avanzati, alcuni deficit possono persistere.

Quando rivolgersi all’ortopedico?

È consigliabile una valutazione specialistica se sono presenti:

  • formicolio persistente ad anulare e mignolo;

  • dolore nella parte interna del gomito;

  • sintomi notturni;

  • peggioramento con gomito flesso;

  • perdita di forza della mano;

  • difficoltà a scrivere, afferrare o manipolare oggetti;

  • atrofia muscolare della mano;

  • storia di trauma al gomito;

  • sintomi progressivi o ricorrenti.

Una valutazione precoce è importante perché nelle neuropatie compressive il tempo è un fattore prognostico: intervenire prima che compaiano deficit motori importanti aumenta le possibilità di recupero.

Neuropatia del nervo ulnare e Ortho.Move

Presso Ortho.Move la neuropatia del nervo ulnare viene valutata attraverso un approccio specialistico orientato alla diagnosi precisa e al trattamento personalizzato.

Il percorso può includere valutazione clinica di gomito, polso e mano, indicazione agli esami più appropriati, impostazione del trattamento conservativo, collaborazione con fisioterapisti e, nei casi selezionati, valutazione chirurgica.

L’obiettivo è identificare la sede della compressione, stabilire la gravità del quadro e proporre il trattamento più adatto per ridurre formicolio, dolore e perdita di forza.