Frattura del capitello radiale: sintomi, diagnosi e trattamento

Pubblicato il 1 giugno 2026 alle ore 10:35

La frattura del capitello radiale è una lesione del gomito che interessa la porzione superiore del radio, una delle due ossa dell’avambraccio.

Si verifica spesso dopo una caduta sulla mano o sul braccio teso e può causare dolore nella parte laterale del gomito, gonfiore e difficoltà nei movimenti di flessione, estensione e rotazione dell’avambraccio.

Sebbene in alcuni casi possa sembrare un trauma lieve, questa frattura non va sottovalutata, perché il capitello radiale contribuisce alla stabilità del gomito e alla corretta funzione dell’avambraccio.

Una diagnosi precoce e un trattamento adeguato sono fondamentali per favorire il recupero del movimento e prevenire rigidità o limitazioni funzionali.

Sintomi, diagnosi, classificazione e trattamento della frattura del capitello radiale

La frattura del capitello radiale è una delle lesioni più frequenti del gomito nell’adulto. Il capitello radiale è la porzione superiore del radio, una delle due ossa dell’avambraccio, e partecipa in modo fondamentale ai movimenti di flessione, estensione e rotazione del gomito e dell’avambraccio.

Questa frattura si verifica spesso dopo una caduta sulla mano o sul braccio teso, con trasmissione dell’energia dal polso verso il gomito. Anche traumi apparentemente banali possono determinare una lesione del capitello radiale, soprattutto se dopo la caduta compare dolore persistente nella parte laterale del gomito.

Perché il capitello radiale è importante?

In passato il capitello radiale veniva considerato una struttura relativamente “sacrificabile”. Oggi, invece, è noto che svolge un ruolo biomeccanico importante nella stabilità del gomito e dell’avambraccio.

Il capitello radiale contribuisce alla stabilità laterale del gomito, partecipa alla trasmissione dei carichi tra polso, avambraccio e gomito e lavora in sinergia con i legamenti e con la membrana interossea.

Per questo motivo, nelle fratture più complesse, il trattamento non deve limitarsi a valutare il frammento osseo, ma deve considerare l’intera stabilità articolare.

Quali sono i sintomi?

I sintomi più comuni di una frattura del capitello radiale sono:

- dolore nella parte laterale del gomito;
- gonfiore articolare;
- difficoltà a piegare o stendere completamente il gomito;
- dolore durante la rotazione dell’avambraccio, ad esempio nel movimento di girare il palmo verso l’alto o verso il basso;
- limitazione funzionale nelle attività quotidiane;
- dolore alla presa o al sollevamento di oggetti.

In alcuni casi il paziente riesce comunque a muovere parzialmente il gomito, e questo può portare a sottovalutare il trauma. La persistenza del dolore dopo una caduta deve invece spingere a eseguire una valutazione ortopedica e radiografica.

Come si diagnostica?

La diagnosi parte dalla visita ortopedica, durante la quale vengono valutati dolore, tumefazione, mobilità del gomito, prono-supinazione dell’avambraccio e stabilità articolare.

L’esame di primo livello è la radiografia del gomito in proiezioni standard. In alcune fratture composte la rima di frattura può essere poco evidente; in questi casi possono essere presenti segni indiretti, come il versamento articolare.

La TC può essere utile quando la frattura è scomposta, comminuta, intra-articolare o quando è necessario pianificare un eventuale trattamento chirurgico. La RM viene utilizzata meno frequentemente, ma può essere indicata se si sospettano lesioni associate dei legamenti, della cartilagine o dei tessuti molli.

È importante escludere lesioni associate, soprattutto nei traumi ad alta energia o nei quadri più complessi. Tra queste rientrano le lussazioni del gomito, le fratture della coronoide, le lesioni legamentose e la lesione di Essex-Lopresti, caratterizzata da frattura del capitello radiale, lesione della membrana interossea e instabilità dell’articolazione radio-ulnare distale.

La classificazione di Mason

La classificazione più utilizzata è la classificazione di Mason, successivamente modificata da diversi autori. In modo semplificato, distingue le fratture del capitello radiale in:

Tipo I: fratture composte o minimamente scomposte.
Sono generalmente stabili e spesso trattabili in modo conservativo.

Tipo II: fratture scomposte parziali del capitello radiale.
Possono richiedere trattamento conservativo o chirurgico in base al grado di scomposizione, al blocco meccanico e alla stabilità articolare.

Tipo III: fratture comminute, cioè pluriframmentarie.
Sono lesioni più complesse e richiedono spesso una valutazione chirurgica.

Tipo IV: fratture associate a lussazione del gomito.
Sono quadri instabili che richiedono un’attenta valutazione specialistica.

La classificazione è utile per orientare il trattamento, ma non deve essere l’unico elemento decisionale. La scelta terapeutica dipende anche da dolore, stabilità del gomito, presenza di blocco meccanico, lesioni associate, età del paziente, richiesta funzionale e caratteristiche della frattura.

Trattamento conservativo

Il trattamento conservativo è indicato soprattutto nelle fratture composte o minimamente scomposte, senza instabilità e senza blocco meccanico del movimento.

In genere prevede:

- breve periodo di immobilizzazione o utilizzo di tutore- reggibraccio;
- controllo del dolore e dell’infiammazione;
- mobilizzazione precoce compatibilmente con il quadro clinico;
- controlli clinici e radiografici;
- fisioterapia progressiva per recuperare mobilità e funzione.

La mobilizzazione precoce è un aspetto fondamentale, perché il gomito è un’articolazione particolarmente predisposta alla rigidità. Immobilizzazioni troppo prolungate possono aumentare il rischio di perdita di movimento, soprattutto in estensione e nella rotazione dell’avambraccio.

Quando serve la chirurgia?

Il trattamento chirurgico può essere indicato nelle fratture scomposte, instabili, comminute, associate a lussazione o quando è presente un blocco meccanico alla mobilità.

Le principali opzioni chirurgiche sono:

Osteosintesi con viti o placca e viti
Indicata quando i frammenti sono ricostruibili e consentono di ripristinare in modo stabile la superficie articolare.

Protesi di capitello radiale
Può essere necessaria nelle fratture gravemente comminute non ricostruibili, soprattutto se il capitello radiale è essenziale per mantenere la stabilità del gomito e dell’avambraccio.

Asportazione del capitello radiale
Oggi viene considerata con molta cautela e solo in casi selezionati, perché la rimozione del capitello può alterare la biomeccanica del gomito e dell’avambraccio, soprattutto se sono presenti lesioni legamentose o instabilità longitudinale.

L’obiettivo della chirurgia è ripristinare la congruenza articolare, mantenere la stabilità del gomito, permettere una mobilizzazione precoce e ridurre il rischio di rigidità, dolore cronico e limitazioni funzionali.

Riabilitazione e recupero

La riabilitazione è parte essenziale del trattamento. Il programma dipende dal tipo di frattura, dalla stabilità, dal trattamento effettuato e dalle indicazioni dello specialista.

Gli obiettivi principali sono:

- ridurre dolore e gonfiore;
- recuperare gradualmente flessione ed estensione del gomito;
- recuperare pronazione e supinazione dell’avambraccio;
- prevenire rigidità articolare;
- recuperare forza e funzione;
- tornare in sicurezza alle attività quotidiane, lavorative e sportive.

Il recupero può essere rapido nelle fratture semplici, mentre richiede tempi più lunghi nei casi complessi o chirurgici. La rigidità del gomito è una delle complicanze più frequenti, motivo per cui il percorso riabilitativo deve essere iniziato nei tempi corretti e monitorato con attenzione.

Possibili complicanze

Le possibili complicanze includono:

- rigidità del gomito;
- dolore persistente;
- limitazione della prono-supinazione;
- instabilità articolare;
- artrosi post-traumatica;
- ossificazioni eterotopiche;
- consolidazione viziosa;
- complicanze legate ai mezzi di sintesi o alla protesi nei casi chirurgici.

La corretta diagnosi iniziale, l’identificazione delle lesioni associate e una riabilitazione adeguata sono fondamentali per ridurre il rischio di esiti funzionali.

Quando rivolgersi all’ortopedico?

È consigliabile effettuare una valutazione ortopedica se, dopo una caduta o un trauma, compaiono:

- dolore persistente al gomito;
- gonfiore;
- difficoltà a muovere il gomito;
- dolore nella rotazione dell’avambraccio;
- sensazione di blocco articolare;
- formicolii o alterazioni della sensibilità;
- dolore associato anche a polso o avambraccio.

Una diagnosi precoce consente di impostare il trattamento più appropriato e di prevenire rigidità e limitazioni funzionali.

Conclusioni

La frattura del capitello radiale è una lesione comune ma non sempre banale. Il trattamento varia da una gestione conservativa con mobilizzazione precoce fino alla chirurgia nei casi più complessi. La decisione deve essere personalizzata, tenendo conto del tipo di frattura, della stabilità del gomito, delle lesioni associate e delle esigenze funzionali del paziente.

Presso Ortho.Move è possibile ricevere una valutazione ortopedica per traumi del gomito, dolore post-traumatico, sospette fratture e percorsi di recupero funzionale personalizzati.

Bibliografia essenziale

- AAOS OrthoInfo. Radial Head Fractures of the Elbow.
- AO Surgery Reference. Proximal forearm fractures and radial head fracture management.
- StatPearls / NCBI Bookshelf. Radial Head Fractures.
- Iannuzzi NP, Leopold SS. In Brief: The Mason Classification of Radial Head Fractures.
- Radiopaedia. Radial head fracture and Mason classification.
- Orthobullets. Radial Head Fractures.
- Tejwani NC et al. Fractures of the radial head and neck: current concepts in management.