La borsite olecranica è una condizione caratterizzata dall’infiammazione della borsa sinoviale localizzata superficialmente all’olecrano, nella regione posteriore del gomito.
La borsa olecranica svolge una funzione di scorrimento e riduzione dell’attrito tra il piano cutaneo-sottocutaneo e la prominenza ossea olecranica durante i movimenti di flesso-estensione del gomito.
Quando sottoposta a trauma, microtraumi ripetuti, sovraccarico meccanico o processi infiammatori sistemici, la borsa può andare incontro a iperproduzione di liquido, ispessimento della parete sinoviale e distensione clinicamente evidente.
Eziologia
La borsite olecranica può essere classificata, dal punto di vista eziopatogenetico, in:
1) Borsite traumatica o microtraumatica
È la forma più frequente. È tipica dei soggetti che appoggiano ripetutamente il gomito su superfici rigide o che svolgono attività manuali, sportive o professionali con microtraumi ricorrenti sulla regione posteriore del gomito.
2) Borsite infiammatoria
Può essere associata a patologie sistemiche quali gotta, pseudogotta, artrite reumatoide o altre artropatie infiammatorie. In questi casi la borsite può rappresentare una manifestazione locale di una condizione metabolica o reumatologica sottostante.
3) Borsite settica
Rappresenta la forma clinicamente più rilevante da escludere. Può derivare da inoculazione diretta attraverso piccole lesioni cutanee, abrasioni o ferite, oppure da contaminazione secondaria. È più frequente nei pazienti immunodepressi, diabetici, con lesioni cutanee locali o esposti a microtraumi ripetuti.
Quadro clinico
La presentazione clinica tipica è caratterizzata da tumefazione posteriore del gomito, localizzata in corrispondenza dell’olecrano. La tumefazione può essere molle, fluttuante e più o meno dolente alla palpazione.
I segni e sintomi principali includono:
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aumento di volume della regione olecranica;
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dolore locale variabile;
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dolorabilità all’appoggio;
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calore cutaneo;
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arrossamento;
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limitazione funzionale, generalmente modesta nelle forme non complicate;
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eventuale febbre o sintomi sistemici nelle forme settiche.
Un elemento clinico rilevante è che, nelle forme non complicate, la mobilità articolare del gomito è spesso conservata o solo lievemente limitata. Una marcata limitazione articolare, dolore intenso alla mobilizzazione passiva o sintomi sistemici devono far considerare diagnosi alternative o condizioni associate, come artrite settica, cellulite, frattura occulta o infezione profonda.
Diagnosi differenziale
La diagnosi differenziale della borsite olecranica comprende:
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artrite settica del gomito;
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cellulite dei tessuti molli;
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ematoma post-traumatico;
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frattura dell’olecrano;
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gotta tofacea;
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noduli reumatoidi;
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tumefazioni sottocutanee;
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lesioni cutanee infette;
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artropatie infiammatorie;
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patologie tendinee inserzionali del tricipite.
La distinzione tra borsite asettica e borsite settica è il punto centrale dell’inquadramento clinico.
Valutazione diagnostica
La diagnosi è prevalentemente clinica. L’esame obiettivo deve valutare:
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sede e dimensioni della tumefazione;
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consistenza e fluttuazione;
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dolore alla palpazione;
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temperatura cutanea;
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arrossamento;
Gli esami strumentali possono essere utili nei casi dubbi o persistenti.
Ecografia
L’ecografia consente di confermare la presenza di versamento nella borsa, valutare l’ispessimento delle pareti, distinguere componente liquida e solida, identificare eventuali setti o raccolte organizzate e guidare eventuale aspirazione.
Radiografia
La radiografia del gomito può essere indicata in caso di trauma, sospetta frattura, calcificazioni, speroni olecranici, artropatia degenerativa o patologia ossea associata.
Aspirazione del liquido bursale
L’aspirazione è indicata quando vi è sospetto di infezione, gotta, importante distensione dolorosa o diagnosi incerta. Il liquido può essere analizzato per:
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conta cellulare;
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esame colturale;
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Gram;
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ricerca di cristalli;
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caratteristiche macroscopiche.
In presenza di sospetta borsite settica, l’analisi del liquido bursale è fondamentale per orientare il trattamento.
Trattamento
Il trattamento varia in base alla forma clinica.
Borsite olecranica asettica
Nelle forme traumatiche o microtraumatiche non infette, il trattamento iniziale è conservativo e comprende:
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riposo relativo;
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sospensione o riduzione delle attività irritative;
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protezione meccanica del gomito;
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evitare appoggio diretto sull’olecrano;
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crioterapia;
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bendaggio compressivo;
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farmaci antinfiammatori o analgesici, se clinicamente indicati;
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monitoraggio dell’evoluzione.
L’immobilizzazione prolungata non è generalmente necessaria e può favorire rigidità articolare.
Aspirazione e infiltrazione
L’aspirazione può essere considerata in caso di importante distensione, dolore, necessità diagnostica o mancata risoluzione. L’infiltrazione corticosteroidea può essere valutata solo in casi selezionati di borsite asettica persistente, dopo esclusione di infezione. Va eseguita con cautela per il rischio di infezione secondaria, atrofia cutanea o recidiva.
Borsite settica
La borsite settica richiede un trattamento tempestivo. La gestione può includere:
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aspirazione diagnostica;
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esame colturale;
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terapia antibiotica mirata o empirica iniziale;
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eventuale drenaggio nei casi complicati;
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monitoraggio clinico ravvicinato.
La presenza di febbre, cellulite estesa, immunodepressione, diabete scompensato o peggioramento rapido può richiedere gestione più intensiva.
Trattamento chirurgico
La bursectomia è raramente necessaria, ma può essere indicata in caso di:
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borsite cronica recidivante;
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borsite settica non responsiva;
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raccolte organizzate persistenti;
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fistole cutanee;
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importante limitazione funzionale;
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fallimento del trattamento conservativo.
Prognosi e prevenzione
La prognosi della borsite olecranica asettica è generalmente favorevole. Le recidive, tuttavia, sono possibili se persistono i fattori irritativi meccanici.
La prevenzione si basa su:
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evitare l’appoggio prolungato del gomito;
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utilizzare protezioni o gomitiere nei lavori a rischio;
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trattare precocemente abrasioni e ferite cutanee;
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correggere gesti lavorativi o sportivi ripetitivi;
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valutare eventuali patologie sistemiche predisponenti.